Il Re dei Maya Pakal ed il Dio greco-romano Apollon
Tra queste due personalità "storiche" sussistono dei nessi, che potrebbero essere emersi per pura combinazione
Re Pakal dei Maya
L'immagine sotto a sinistra, della lapide die Re Pakal dei Maya mostra un oggetto volante. Dopo questo oggetto si sviluppa in un albero religioso per poi diventare un mostro ed infine un Dio del Sole. Un immagine dopo l'altra.
Fig. 1: Questo è il rilievo effettivo della lapide della tomba di Re Pakal. Da interpretare non c'è niente. Esso mostra chiaramente la sezione di un disegno tecnico di un oggetto volante. Ma si intravede anche da esso che, questo disegno è una copia che è stata eseguita da qualcuno che aveva così tante nozioni tecniche come i nostri archeologi odierni.Fig. 2: Ora i Maya sembra che abbiano avuto un gran piacere al disegno stesso e nella loro non conoscenza della tecnica, ne hanno interpretato un albero della vita. Ora si vede chiaramente che non si tratta più di un astronave o simili, ma ciò che gli indigeni di allora hanno creduto di dover interpretare. Ma si vede chiaramente che si tratta di "un'evoluzione" dell'immagine precedente che mostra la lapide della tomba. Ma sembra anche che questo rilievo mostri il medesimo oggetto volante, in fase ferma, pronta per il lancio.
Fig. 3: Ora l'evoluzione dell'immagine continua. Dalla precedente figura 2 si sviluppa ora un mostro. Ciò significa che l'artista ha dato via libera alla sua fantasia ed ha creato un mostro satanico. Pure qui, si vede chiaramente che si tratta di un'evoluzione dalla precedente figura 2.
Fig. 4: Il tutto ora sembra scivolare via di mano ed l'artista Maya fa un salto verso l'evoluzione del Dio Sole. Questo è il risultato di tutte le figure precedenti e della fantasia senza limiti del clero dei Maya e dei loro artisti.
Ed ora facciamo un bel salto storico
La divignità greco-romana Apollo(n)
Di seguito confrontiamo le figure soprastanti con le figure del Deo Apollo del Tempio di Apollo sul Palatino romano .
Sopra manca chiaramente la raffigurazione del carro volante di Apollo. Questa immagine non è presente. Senza questa immagine il confronto vero e proprio rimarrà "molto discutibile" e "poco attendibile". Ciononostante, con la figura 4, che nelle due civilizzazioni mostra il medesimo Dio del Sole, emergono domande senza risposte su dei "puri casi".
Confrontiamo ora le saghe storiche di questi due casi interessanti:
Apollon |
Pakal |
| Il Dio Apollo, se mai esistito, dovrebbe aver vissuto tra il 2'500 - 700 AC. | Re Dio Pakal è esistito effettivamente tra il 603 fino al 685 DC . Pertanto tra queste 2 personalità non ci possono essere dei nessi. Ma guarda caso: Sylvanus Morley ha decifrato 2 date in Palenque, che non hanno nessun nesso con le altre date. In base al calendario gregoriano si tratta del 23.10.2360 AC (1.18.5.3.6) e del 6.11.2360 AC (1.18.05.4.0). |
| Le 3 raffigurazioni del tempio di Apollo sul Palatino sono molto simili alle 3 figure degli altari di Palenque. Ma purtroppo manca la figura più importante. Ossia una vecchissima raffigurazione del carro di fuoco di Apollon. | Le 4 figure soprastanti dicono molto. L'ultima figura poi, che mostra il Dio del Sole, lascia emergere molte domande aperte. Forse si tratta di un puro caso che deriva da una sequenza programmata della psiche umana. |
| La madre di Apollon, "Leto" (rom. Latona, Leto), un'amante die Zeus, si dovette nascondere su un'isola perché era incinta di Apollon. Infatti Era, la moglie die Zeus, era molto gelosa. | È impressionante il fatto che il padre di Re K'inich Janaab Pakal non si conosce bene chi fosse e che sua madre "Ix Sak K'uk'" (eventualmente di nome Muwaan Mat) diventi ad un tratto Regina. Ma come si è potuta imporre questa donna tra una gerarchia maschile? Non era neanche la figlia di un Re. Pakal viveva inbsieme a sua madre sulla penisola di Yukatan. Isola <-> penisola? |
| Apollon e Leto provenivano forse dall'area del Vicino Oriente o la Mesopotamia. | K'inich Janaab Pakal e sua madre avevano chissà perché un naso greco. Un vero e proprio caso tra gli indiani dei Maya. |
| I figli di Apollon venivano denominati e venerati come semidei. | I figli di K'inich Janaab Pakal venivano denominati e venerati come semidei. |
Secondo le saghe Apollon, da bambino, dovrebbe aver ucciso la Dea-Serpente Pitone.
![]() Apollon in mezzo con la corona di alloro. |
I Maya chiamavano la città di Palenque "Na-Can-Caán", ossia la "Casa dei serpenti celestiali ". Di nuovo un puro caso.
![]() Pakal in mezzo, si distingue dal suo scettro. |
Conclusione
Il Dio greco-romano Apollon dovrebbe aver vissuto tra il 700 - 2'500 AC, naturalmente poi se è effettivamente esistito in qualche modo come persona umana. Tutt'altro per Re K'inich Janaab Pakal. Questo ha vissuto esattamente tra il 603 fino al 685 d.C. Pertanto tra queste 2 personalità non ci dovrebbero essere dei legami.
L'unico nesso sta nella sequenza delle figure. Ma, mentre a Palenque, l'oggetto volante viene raffigurato in una sezione tecnica, le figure dell'oggetto volante di Apollon sono state disegnate dal di fuori. Pure qui un'altra base della raffigurazione. Ciò che poi non ho ancora trovato sulle vecchie piastre è il carro volante di Apollon.
Una piccolissima possibilità potrebbe anche sussistere nel fatto, che i Maya abbiano ripreso una piccola parte della mitologia greca. Ma come poi? L'America di allora non era stata ancora riscoperta.
Purtroppo noi cristiani, nei primi secoli, abbiamo distrutto tutti i templi di Apollon ed abbiamo bruciato tutti i libri dell'America centrale e del Sud. Abbiamo lasciato solo pietre spaccate. Peggio per noi, se ora non riusciamo a ricucire la verità dei tempi passati.
Ulteriori spiegazioni della sequenza delle figure di Palenque
Con questi 2 disegni a destra vorrei mostrare l'evoluzione vera e propria dei rilievi tra un quadro e l'altro. L'oggetto volante del primo disegno diventa poi un "albero della vita". È anche importante sottolineare che tutti i disegni sono rispecchiati tra di loro. Come se l'artista, per eseguire un nuovo rilievo, abbia copiato quello vecchio con del carbone su una carta primitiva e dopo abbia dato via libera la sua fantasia. |
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