l'albero della vita 

  home     archeologia vietata     chi siamo     contatto     site map    


L'albero della vita frainteso dagli studiosi ufficiali

pezzo centrale dell'altare del tempio della croce in palenque messico

astronaut von Palenque, re pacal, paläo-seti, astro-archeäologie
Un'ulteriore analisi di un'immagine da parte di Pierluigi Peruzzi-Damasco

Il paragone tra le due immagini

A sinistra:
Il falso albero della vita dell'altare del tempio della croce.
A destra:
La navetta spaziale sulla lapide di Palenque.
il paragone tra le immagini di palenque

    La spiegazione dei singoli elementi:
  1. Qui si tratta eventualmente di un'elica tipo elicottero.
  2. Chiaramente un grande uccello sull'oggetto.
  3. Un piccolo mostriciattolo e non si riesce a capire che cosa significhi.
  4. Sembrano bobine elettriche accatastate e si trovano su tutt'e due le immagini.
  5. Re Pacal stesso, pronto per prendere posto nella navicella. Piccolo di statura al fine di risparmiare peso, come per esempio lo sono i fantini delle corse dei cavalli o molti piloti di formula 1.
  6. L'appoggiapiedi ergonomico per pilotare meglio con i piedi.
  7. O il regolatore del sedile o la regolazione del propulsore.
  8. La sospensione di questo supporto poco stabile.

La differenza di età di queste 2 immagini

Suppongo che queste 2 immagini abbiano una differenza di età di almeno 30 anni. Forse persino di più.

Non dobbiamo dimenticare che la finitura della lapide è durata certamente alcuni anni. Dopo la sepoltura di Re Pacal si è eretto sopra la tomba un grande tempio. Il Tempio delle Iscrizioni.

Contemporaneamente, o subito dopo, sono stati eretti forse il Tempio del Sole ed il Tempio della Croce. Pertanto dovrebbero essere trascorsi alcuni anni. Solo dopo la finitura del Tempio della Croce e di quello del Sole sono state piazzate le immagini sull'altare del Tempio della Croce. Ma pure queste immagini hanno sicuramente necessitato di un relativo periodo di realizzazione.

Se ora si fa una stima approssimativa della differenza di età, allora si può certamente parlare di 30 anni.

Solo dopo che sarà provato che il Tempio della Croce è stato eretto contemporaneamente al Tempio delle Iscrizioni, solo allora si potrà parlare di un'età identica delle immagini. Ma ciò è poco probabile perché la mano d'arte dello scultore è differente da un'immagine all'altra. Benché abbiamo davanti a noi dei disegni, questo si può ben intravedere che sono due artisti differenti.

Le mie conclusioni

Gli scultori ed artisti di allora erano certamente degli analfabeti. Ciò risulta anche dal fatto che i Maya non conoscevano una vera e propria scrittura (una mia affermazione personale che è in contrasto con quelle degli studiosi di archeologia). Sì, che i Maya conoscevano i numeri, ma "scrivevano" e si "esprimevano" con delle immagini. Da ciò ne risulta la situazione che questi bravi artisti non avevano la più pallida idea di tecnica d'aviazione e la intendevano come magia divina oppure satanica.



Per questa ragione l'eventuale elica di elicottero sopra l'oggetto volante, l'hanno espressa come grande uccello che tira su in aria la navicella. Un'elica tra l'altro, che la troviamo anche nelle profezie di Ezechiele.

Quando è stata creata la lapide della tomba, forse l'oggetto volante non esisteva più già da decenni, forse secoli. Dato che i colori sulle fotografie svaniscono già dopo solo alcuni anni, non ci dovrebbero essere state neanche più fotografie a disposizione. Però è possibile che ci siano stati ancora disegni tecnici in giro. Questi disegni certamente saranno stati delle buone copie su carta resistente alle intemperie. Purtroppo il clero cattolico di allora a quasi bruciato tutto quello che ha trovato e così tutte le prove sono state eliminate. Fortunatamente questa pietra non è stata trovata a quei tempi.

Tra l'altro: da interpretare qui non c'è niente. Sulla lapide si vede chiaramente un oggetto volante, e persino l'ultimo scemo sulla terra lo vede. Si deve proprio cercare d'interpretare qualcosa d'altro, se non si vuole vedere a nessuno costo qualcosa che vola.

"Via dagli occhi e via dalla mente". È così che si vorrebbe fare. "Via dal tavolino". In questo caso è meglio lasciar interpretare coloro che non vogliono vedere affatto un oggetto volante, perché hanno paura che le loro vecchie visioni incallite possano cambiare.




Copyright (c) 2011.09 - Pierluigi Peruzzi (È permesso, copiare, linkare, criticare e divulgare, ma non è permesso mutare), ultima edizione 22.04.2015